Ok definitivo del Senato al Piano casa
Orsini, Confindustria darà il suo contributo. Salvini, orgoglioso
L'aula del Senato ha confermato la fiducia posta dal governo sul Piano casa: hanno votato a favore 106 senatori, 62 i contrari e due gli astenuti. Il decreto, già approvato alla Camera, si appresta a diventare legge. Ha partecipato al voto anche il senatore e leader della Lega, Matteo Salvini che insieme alla premier Meloni ha fortemente voluto il provvedimento. "Sono molto contento perché dopo anni di chiacchiere, avere più di 60.000 case pubbliche oggi vuote, avere i soldi, il personale e la legge che permette di sistemarle nell'arco di pochi mesi, non di qualche anno e di restituirle a chi è in lista d'attesa da tanti anni in tutta Italia, è qualcosa che mi rende orgoglioso. Adesso bisogna correre". Così il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, parlando del Piano casa varato dal governo su sua iniziativa insieme alla premier Meloni. Salvini lo ha detto subito dopo l'approvazione definitiva al Senato a cui ha partecipato, votando la fiducia posta dal governo. "Abbiamo sempre di più bisogno di questa necessità, sono ben contento che partiamo, ci siamo. Noi vogliamo dare il nostro contributo", dice il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, dell'approvazione in Senato del piano casa. Confindustria, indica, può contribuire anche "per dire anche quali sono quelle zone dove mancano le case" per chi deve trasferirsi per lavoro "e dove c'è una concentrazione industriale di impresa che sta funzionando". Orsini ricorda che era stata confindustria, alla sua prima assemblea da presidente nel 2024, a lanciare la proposta di un piano casa ed a sottolinea l'allarme delle imprese: "Nel 2024 abbiamo cominciato a parlare proprio della casa, non solo per le fasce molto deboli ma anche per quelle fasce di mezzo che oggi fanno fatica a trovare degli appartamenti a un costo accessibile. Noi abbiamo dei territori dove appartamenti da pochi costano 1,100, 1.200 euro al mese in affitto. Noi possiamo fare fare sempre di più e dobbiamo fare meglio con i salari, ma se è questo il gap" con i costi per un alloggio "diventa complicato". Serve "un costo che non superi il 25 30% del salario netto, è una necessità per questo paese, lo diciamo da due anni", dice a margine del premio di Invitalia dedicato all'imprenditoria femminile 'le donne di ora'.
K.Kalewa--HStB