Il Brasile punta su un'azienda statale per lo sfruttamento delle terre rare
In parlamento due disegni di legge per rafforzare controllo e filiera nazionale
Al via nel parlamento brasiliano il dibattito sulla creazione di una società pubblica per il controllo delle terre rare e dei minerali strategici, risorse chiave per la transizione energetica e tecnologica. Due proposte di legge, presentate a distanza di un giorno, puntano a istituire una nuova azienda statale con un ruolo centrale lungo tutta la filiera. Il primo progetto, firmato dal Partito dei lavoratori (Pt), prevede la creazione dell'Empresa Brasileira de Mineração de Terras Raras e introduce un modello di concessione con regime di condivisione della produzione (già utilizzato per i giacimenti petroliferi), riservando almeno il 50% dei diritti di sfruttamento alla nuova società. Il secondo, presentato dal deputato Rodrigo Rollemberg (Psb), autorizza invece la nascita di una società pubblica collegata al ministero dell'Energia, con competenze che vanno dalla ricerca alla commercializzazione. Entrambe le proposte riflettono la linea del governo, che punta a rafforzare la sovranità nazionale su materie prime strategiche per settori come energia, digitale e difesa. L'obiettivo è evitare che il Paese resti limitato all'estrazione, senza benefici dalla trasformazione industriale e dal valore aggiunto. I progetti, secondo la rivista Eixos, dividono però l'esecutivo. Se una parte sostiene un maggiore intervento pubblico, soprattutto in chiave industriale, l'area economica esprime cautela sui costi e sull'impatto di una nuova impresa statale nel settore.
V.Pua--HStB