Honolulu Star Bulletin - Manchester City, il fisco britannico indagò sui conti del club

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Manchester City, il fisco britannico indagò sui conti del club
Manchester City, il fisco britannico indagò sui conti del club

Manchester City, il fisco britannico indagò sui conti del club

L'inchiesta, rivela il Ft, partì nel 2018 dopo pubblicazioni sui media tedeschi

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Già nel 2018 le autorità fiscali britanniche avevano aperto un'indagine sul Manchester City per verificare se il club avesse utilizzato complesse strutture societarie per ridurre il proprio carico fiscale. Lo riferisce il Financial Times, secondo cui l'inchiesta del dipartimento governativo dell'HM Revenue & Customs (HMRC) sarebbe partita dopo la pubblicazione, alla fine del 2018, di email riservate del club da parte del settimanale tedesco Der Spiegel. Secondo fonti citate dal quotidiano, l'indagine non riguardava accuse di frode intenzionale e non è mai stata formalmente chiusa. L'HMRC, tuttavia, non ha intrapreso alcuna azione nei confronti del Manchester City. L'amministrazione fiscale britannica, interpellata dai media internazionali, ha rifiutato di commentare, invocando la riservatezza sui contribuenti. La vicenda si inserisce nel più ampio scandalo finanziario che coinvolge il City. Una commissione indipendente ha recentemente giudicato il club colpevole di oltre 100 violazioni delle regole finanziarie della Premier League tra il 2009 e il 2018, sostenendo che alcune operazioni avrebbero gonfiato artificialmente i ricavi e ridotto i costi per oltre 900 milioni di sterline, circa 1,1 miliardi di euro. Il Manchester City ha presentato appello e non è ancora stata decisa alcuna sanzione. Il club rischia però una pesante penalizzazione in classifica, una multa e, nello scenario più grave, l'esclusione dalla Premier League. Acquistato nel 2008 dallo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, vicepremier degli Emirati Arabi Uniti, il City ha conquistato da allora otto titoli inglesi e una Champions League. Le accuse rischiano ora di offuscare uno dei principali strumenti di «soft power» di Abu Dhabi nel Regno Unito.

T.Hokulani--HStB