Honolulu Star Bulletin - Il Sistema Solare ha un nuovo possibile pianeta nano, è oltre Plutone

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Il Sistema Solare ha un nuovo possibile pianeta nano, è oltre Plutone
Il Sistema Solare ha un nuovo possibile pianeta nano, è oltre Plutone

Il Sistema Solare ha un nuovo possibile pianeta nano, è oltre Plutone

È il primo candidato individuato dal telescopio Vera Rubin, entrato in funzione nel 2025

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Il Sistema Solare ha un nuovo possibile pianeta nano: è un piccolo e brillante corpo ghiacciato con diametro stimato tra 600 e 1.500 chilometri, dimensioni che lo collocano tra i più grandi mai individuati oltre Nettuno, e orbita più lontano di Plutone. Se dimensioni e forma saranno confermate, quello che per ora è indicato con la sigla ED138 si unirebbe alla ristretta famiglia dei cinque pianeti nani attualmente riconosciuti dall'Unione Astronomica Internazionale (Iau): Plutone, Cerere, Eris, Haumea e Makemake. La scoperta è avvenuta grazie ai dati raccolti dal telescopio Vera Rubin in Cile, entrato in funzione nel 2025, per il quale si tratta del primo candidato a pianeta nano individuato. L'annuncio è stato dato dal Minor Planet Center, il centro della Iau che si occupa dei corpi minori del Sistema Solare, in una conferenza stampa tenuta da Matthew Holman del Centro per l'Astrofisica Harvard & Smithsonian e Mario Jurić dell'Università di Washington. "Trovare un oggetto di queste dimensioni - dice Jurić - è un evento che accade forse una volta ogni generazione. Si tratta del più grande oggetto transnettuniano scoperto negli ultimi 20 anni circa - aggiunge il ricercatore - e il telescopio Rubin lo ha individuato mentre eravamo ancora nella fase di messa in servizio dello strumento". ED138 si trova a una distanza di circa 46 unità astronomiche (Au), dove una Au corrisponde alla distanza media tra Terra e Sole. Per avere un termine di paragone, Plutone orbita a circa 40 Au. L'oggetto è stato individuato in una regione di cielo vicina al piano della Via Lattea, in mezzo a milioni di stelle sullo sfondo: questo è probabilmente il motivo per cui finora non era stato scoperto. Tali difficili osservazioni sono invece alla portata del telescopio Rubin, la cui fotocamera ha una risoluzione di 3.200 megapixel.

O.Kawai--HStB