Honolulu Star Bulletin - Veltroni, la Gialappa's ha raccontato 40 anni d'Italia

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Veltroni, la Gialappa's ha raccontato 40 anni d'Italia
Veltroni, la Gialappa's ha raccontato 40 anni d'Italia

Veltroni, la Gialappa's ha raccontato 40 anni d'Italia

Regista ne percorre la storia in un docu a Festa Roma e poi in sala

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(di Francesco Gallo) Un vero miracolo. Essere protagonisti di uno show televisivo pieno di interventi comici senza mai farsi vedere, e questo da quarant'anni, vale a dire dagli esordi sulle frequenze di Radio Popolare nel 1985 all'interno di Bar Sport. È quello che hanno fatto Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto, i tre protagonisti assoluti della Gialappa's Band che hanno rivoluzionato il linguaggio dell'intrattenimento italiano con la loro tonica e intelligente ironia, mai davvero feroce e con il loro voyeurismo divertente e divertito. Da qui nasce "L'assurda storia della Gialappa's Band" a firma di Walter Veltroni, presentato oggi agli Special Screening della 21ª Festa del Cinema di Roma 2026 e che arriverà nelle sale dal 22 ottobre con Medusa in circa cento copie. Si tratta di una divertente antologia dei loro programmi in cui ritrovi davvero tutti i comici: da Aldo, Giovanni e Giacomo ad Albanese, da Fabio De Luigi a Paola Cortellesi, dal Mago Forest (Michele Foresta) a Corrado Guzzanti, Gioele Dix, Francesco Paolantoni, Bebo Storti, Ugo Dighero, Maurizio Crozza, Neri Marcorè, Luca & Paolo, Lucia Ocone, Natalino Balasso, Ale e Franz, Maccio Capatonda e altri ancora. "L'assurda storia della Gialappa's Band esplora il loro universo creativo e il segno lasciato da una comicità unica, capace, com'è, di attraversare le generazioni e diventare parte integrante della cultura popolare italiana - dice Veltroni -. Loro hanno costituito una sorta di apparato circense di personaggi del tutto fuori dalla realtà, cioè non satira in senso stretto, non comicità, ma un universo surreale di cui il mago Forest è un po' il filo rosso. Insomma era interessante raccontare questa assurdità, vale a dire tre persone che non si conoscono e non si fanno mai vedere che evocano una comicità surreale". "La cosa più difficile era proprio far accettare ai giornalisti il fatto che non ci facevamo mai vedere" dice all'incontro stampa Marco Santin. Mentre Gherarducci ricorda gli inizi "quando c'erano più soldi per fare programmi comici, sicuramente molto più costosi dei talk politici, ma in realtà la vera difficoltà l'abbiamo avuta solo con i nostri interventi sul calcio. L'idea tutta italiana era: 'non si sputa sul sagrato'. E ancora Gherarducci ci tiene a dire: "Sono contento soprattutto del fatto che questo documentario non sia troppo celebrativo. Non l'avrei apprezzato'". Al centro del racconto fatto da Veltroni c'è anche ovviamente il rapporto tra Giorgio, Marco e Carlo: una complicità nata ai microfoni della radio del tutto naturale, mai preparata, ma sempre frutto di una straordinaria improvvisazione che non manca di farsi sentire anche durante la conferenza stampa. Una curiosità: il nome del gruppo deriva dalla gialappa (Ipomoea purga), una pianta floreale messicana dal cui tubero si estrae un lassativo per cavalli. Così in occasione del campionato del mondo 1986 in Messico, i primi fra i loro commenti radio furono sui frequenti casi di calciatori colpiti da problemi intestinali

O.Wailani--HStB